Vivere Ogni Età

i nostri progetti: Vivere ogni età, un doppio processo d’inclusione per gli anziani, le donne e gli adolescenti

vivere ogni età

In linea con la necessità di rispondere ai bisogni della comunità tutta sul territorio di Monterotondo, nel 2020 nasce, su finanziamento della Regione Lazio, il Progetto “Vivere Ogni Età” che si pone con l’intento di contrastare le forme di isolamento degli anziani residenti sul Comune di Monterotondo.
L’esperienza svolta all’interno dell’Emporio Solidale, attuata in collaborazione con la Cooperativa Sociale “Il Pungiglione”, ha fatto emergere le difficoltà di alcuni utenti non solo di provvedere al soddisfacimento dei bisogni primari del cibo, ma anche di aprirsi nei confronti dell’esterno, con conseguenze di isolamento nell’affrontare tutte quelle sfide che la vita all’improvviso ha portato. Tramite il lavoro di Sportello si è potuto inoltre constatare che i casi di solitudine riguardano anche persone più giovani. Per questo motivo il target di riferimento al quale ci si è voluto rivolgere tramite questo Progetto sono stati sì gli anziani, ma anche tutti coloro che, indipendentemente dall’età e delle motivazioni, hanno manifestato bisogno di supporto. L’obiettivo è stato perseguito attraverso percorsi di assistenza domiciliare leggera, di socializzazione e di coinvolgimento partecipato.  
Protagoniste dei percorsi di assistenza domiciliare leggera sono state le donne ospiti della Casa-Famiglia, determinando cosi un doppio processo: anziani meno soli e donne che hanno trovato stimoli per ricominciare nuovi percorsi di vita. Dopo un breve corso di formazione in cui sono stati forniti loro elementi per stabilire una relazione positiva con coloro che hanno usufruito del servizio, hanno avuto così l’opportunità di creare spazi di relazione in un percorso che è divenuto scambio e che ha arricchito tutti i soggetti coinvolti. Durante lo svolgimento di questa attività la psicologa della Struttura ha garantito alle donne incontri di due volte al mese per un confronto sulle modalità di supporto e su eventuali criticità riscontrate.
In particolare le donne, con una frequenza di due volte a settimana per ciascun utente, si sono occupate di:

  • Spesa a domicilio;
  • Accompagno per passeggiate;
  • Supporto nel disbrigo di semplici pratiche;
  • Prescrizione e ritiro farmaci;
  • Compagnia;

Parallelamente, le attività di socializzazione previste dal Progetto sono state svolte nella sede della Casa-Famiglia, presso lo spazio esterno. I laboratori sono stati coadiuvati dall’Educatrice Professionale della Struttura e dalla Coordinatrice del Progetto e condotti da figure individuate sul territorio che potessero portare le proprie conoscenze a disposizione dei partecipanti.  
Si sono svolti nove incontri, in orari sia mattutini che pomeridiani. I partecipanti sono stati di volta in volta suddivisi per fasce di età, ma non sono mancati gli appuntamenti in cui si è verificato un incontro tra i più piccoli e i più grandi, in una commistione positiva che ha generato il confronto e la socializzazione.  
I laboratori sono stati proposti in date successive al momento critico della pandemia e della chiusura di tutti quei luoghi di scambio e incontro, offrendo così ai ragazzi, alle ragazze, ai bambini, alle bambine e agli anziani coinvolti dei momenti in cui ri-trovarsi, in cui progettare ed elaborare un prodotto finale cooperando tra di loro.
 I soggetti si sono messi in gioco sulla base di ciascuna peculiare caratteristica e di volta in volta, ognuno di loro, si è sperimentato non solo in nuove relazioni e rapporti, ma anche in attività finalizzate a mettere in risalto le competenze e le capacità del singolo, in rapporto a sé stesso e agli altri.
Il coinvolgimento e la partecipazione hanno interessato 6 bambini e 11 adolescenti che hanno avuto l’opportunità di essere affiancati da persone più grandi di loro, in un processo intergenerazionale, che ha portato allo scambio di conoscenze, di capacità e di storie da raccontarsi.